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Stessi geni per creatività e disturbi mentali

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Stessi geni per creatività e disturbi mentali

Messaggio Da Admin il Mar Giu 09, 2015 6:15 pm

Questo articolo sulla rivista Le Scienze riporta uno studio secondo cui schizofrenia e genialità, spesso, vadano a braccetto: si tratterebbe di alcuni geni che in alcuni casi portano a genio e creatività, in altri a disturbi psichiatrici.

Le persone sane, ma molto creative, hanno dei deficit in alcuni recettori, proprio come nel cervello degli schizofrenici. Basti pensare ad alcuni artisti che, benchè non abbiano diagnosticati patologie specifiche, riescono a produrre alcune delle loro opere migliori in stati di profonda depressione o in stati alterati dell'umore.

Un esempio noto a tutti è Van Gogh: con la sua celeberrima "Notte stellata" l'artista mette in evidenza la sua dualità, il genio (un paesaggio magnifico, onirico, tra realtà e fantasia) e la follia (nel secondo piano di lettura compaiono le paure, le ossessioni in forma di presenze oscure e inquietanti, onde vorticose e fuoco) legata a profondi stati depressivi che lo ossessionano.



O, sempre per fare esempi noti, si può parlare di Munch. "Il grido" è la sua opera più nota in cui appare subito lo stato d'animo tormentato del pittore.
Ma in "Pubertà", una delle opere del "Fregio della vita", la dualità genio-follia dell'artista appare in punta di piedi.



Il soggetto è un'adolescente nuda seduta su un letto appena rifatto, simbolo di verginità intatta. Il corpo della ragazza è ancora sessualmente acerbo, le braccia sono incrociate, segno di naturale timidezza pudica. Gli occhi guardano smarriti avanti a sè, sguardo in cui si può intuire il rimpianto della fanciullezza che sta passando e l'avvicinarsi dell'età adulta che fa paura. Un'ombra nera e innaturale si alza dalla ragazza. L'ombra che rappresenta paure, ignoto, incognite, sofferenze del futuro incombente e, forse, le paure e i fantasmi del passato della fanciullezza dello stesso Munch tristemente punteggiata da lutti e malattie.
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